COS’È?

Condizione clinica provocata da un’iperattivazione dei recettori della serotonina (5-HT), in particolare 5-HT1A e 5-HT2A, dovuta ad un aumento di 5-HT nello spazio sinaptico o all’attivazione diretta dei recettori.

La sindrome coinvolge anche altri recettori, tra cui NMDA (glutamato) e GABA-A.

QUALI MECCANISMI POSSONO INDURLA?

Le sostanze responsabili possono agire attraverso meccanismi diversi:

  • L’inibizione del trasportatore vescicolare VMAT impedisce l’ingresso di 5-HT nelle vesciole provocando un aumento dei livelli citoplasmatici.
  • Gli enzimi MAO (monoammino ossidasi) sono deputati all’ossidazione della 5-HT e, la loro inibizione, provoca una ridotta inattivazione della serotonina e quindi ad un aumento dei livelli citoplasmatici.
  • L’autorecettore 5-HT si trova sulla membrana del neurone pre-sinaptico e, quando attivato, inibisce il rilascio di ulteriore serotonina. Alcune sostanze bloccano questa azione.
  • Il trasportatore di membrana SERT è deputato alla ricaptazione della 5-HT per controllarne i livelli nello spazio sinaptico. Alcune sostanze bloccano questo processo e possono invertire la direzione del trasporto.
  • Attivazione diretta dei recettori (agonista).
Figura riassuntiva (rivisitazione da Francescangeli et al., 2019) che include i meccanismi più comuni che, tramite l’azione su diversi target molecolari, portano come risultato finale comune l’iperattivazione dei recettori serotoninergici (5-HT1A, 5-HT2A). In base all’intensità di questa attivazione, possono manifestarsi sintomi di diversa gravità che, nei casi peggiori, possono avere anche esito fatale.

QUALI MOLECOLE POSSONO PROVOCARLA?

Le molecole che possono potenzialmente provocare la sindrome serotoninergica possono essere classificate in base alla loro azione.

  • Aumento sintesi serotonina: L-triptofano
  • Aumento rilascio serotonina: amfetamine, phentermine, MDMA, antidepressivi, oppiacei (ossicodone, tramadolo, fentanyl), destrometorfano.
  • Inibizione della ricaptazione della serotonina: amfetamine, MDMA, cocaina, antidepressivi, SNRI, SSRI, TCA, oppiacei (meperidina, metadone, tramadolo), destrometorfano.
  • Inibizione del metabolismo della serotonina: ansiolitici, MAO inibitori.
  • Inibitori del citocromo P450 ossidasi microsomiale: SSRI, destrometorfano, oppiacei (ossicodone, risperidone, tramadolo, metadone), antidepressivi.
  • Attivatori dei recettori della serotonina: LSD, ansiolitici, antidepressivi, oppiacei (fentanyl, meperidina), litio.

CON QUALI SINTOMI SI MANIFESTA E QUALI CONSEGUENZE PUÒ CAUSARE?

La sindrome si manifesta con un ampio spettro di sintomi più o meno rilevanti (vedi figura) e, anche se diagnosticata in tempo, può rapidamente portare a condizioni cliniche gravi, fino a rigidità muscolare, ipertermia e morte.

COME POSSIAMO INTERVENIRE IN CASO DI CRISI SEROTONINERGICA?

  • Sindrome lieve/media: non c’è bisogno di intervenire direttamente sui meccanismi ma solitamente basta sospendere la somministrazione della sostanza responsabile e alleviare i sintomi mentre.
  • Sindrome grave: è richiesto un intervento medico aggressivo che include raffreddamento fisico, blocco neuromuscolare e uso di bloccanti dei recettori 5-HT1A e 2A (ciproeptadina e clorpromazina).

…stay safe!

Dr. SeroTonino (aka Duckbill)

BIBLIOGRAFIA:

  • Boyer and Shannon. The Serotonin Syndrome. N Engl J Med. 2005. 352: 1112-20. Doi: 10.1056/NEJMra041867.
  • Francescangeli et al. The Serotonin Syndrome: From Molecular Mechanisms to Clinical Practice. 2019. 20: 2288. Doi: 10.3390/ijms20092288.

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