La cocaina è una sostanza molto “sincera”. Dalle analisi dei suoi metaboliti è possibile sapere quasi tutto: ad esempio il metodo di assunzione e se è stata utilizzata con alcolici.
DIVERSE FORME DI COCAINA E DIVERSI METODI DI ASSUNZIONE
Non mi dilungherò molto su questo argomento perché è trattato in maniera approfondita nella scheda dedicata alla sostanza.
In breve dobbiamo solo ricordare che il nome scientifico della cocaina è benzoilmetilecgonina, e possiamo trovarla come sale cloridrato solubile in acqua, o come base libera, il cosiddetto crack.
- Il sale cloridrato si presenta come una polvere cristallina. La sua elevata solubilità rende facile e rapida l’assunzione tramite le mucose nasali (pippandola) o, nei casi più estremi, tramite iniezione endovena.
- Tuttavia questa forma non è fumabile, in quanto presenta un punto di fusione molto alto (195 – 197°C) e si degrada facilmente con il calore.
- Se si vuole fumare la sostanza, bisogna prima renderla resistente al calore e abbassare il punto di fusione. A tal fine deve essere rimosso il cloridrato (H+Cl-) facendo reagire il sale con una base debole (ammoniaca o bicarbonato di sodio + acqua). La reazione provocherà la rimozione del cloridrato, liberando la base della molecola di cocaina che, così trasformata in un solido cristallino, duro, bianco-giallastro, insolubile in acqua, prenderà il nome di crack o, appunto, di free base (base libera).
- Per poter assumere il crack, i cristalli vengono vaporizzati avvicinando la fiamma, generando un suono simile ad uno scricchiolio da cui il nome “crack”. Viene solitamente utilizzata una pipa in vetro o una bottiglietta di plastica riempita con un po’ d’acqua sulla cui apertura viene poggiato un pezzettino di carta stagnola bucherellato e della cenere su cui viene poggiato il cristallo di crack. Il vapore viene aspirato tramite una cannuccia inserita in un foro sul lato della bottiglia, sopra il livello dell’acqua.

…QUINDI DIVERSA PRODUZIONE DI METABOLITI
La metilecgonidina è il metabolita che si genera solo se è presente pirolisi, cioè quando il crack viene bruciato. Questo è un metabolita attivo, che agisce principalmente sui recettori muscarinici, oltre ad essere molto dannoso per polmoni e cuore.
Il cocaetilene, invece, è un metabolita molto conosciuto da chi utilizza cocaina cloridrato. Il consumo di cocaina è infatti molto legato al consumo di alcolici e una delle cause è proprio questo metabolita. Il cocaetilene presenta attività simile alla molecola di origine portando ad un’intensificazione degli effetti… tra cui anche l’instaurazione di una più forte e rapida dipendenza.

Questi sono solo un paio di esempi ma il metabolismo, come vedete, è molto complesso. Nella figura successiva ho provato a riassumere tutti i principali metaboliti, in che percentuale vengono prodotti dal nostro organismo, anche in base ai diversi metodi di assunzione della sostanza.

Sull’argomento ho anche pubblicato un video insieme agli amici e alle amiche della webradio NIENTEDIMENO, per la rubrica “la quarta dimensione“. Potete vederlo gratuitamente al seguente link: https://www.youtube.com/watch?app=desktop&v=VWikdAwbnMo
Per tutti gli approfondimenti sulla cocaina, invece, vi rimando all’articolo dedicato alla scheda completa della sostanza.
Enjoy… and stay safe!
Dr. SeroTonino (aka Duckbill)
BIBLIOGRAFIA:
- Drake and Scott. DARK Classics in Chemical Neuroscience: Cocaine. ACS Chem Neurosci, 2018; 9: 2358. Doi: 10.1021/acschemneuro.8b00117.
- Jones AW. Forensic Drug Profile: Cocaethylene. J Anal Toxic, 2019; 43: 155. Doi: 10.1093/jat/bkz007.





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