
*Principio attivo*
Salvinorina A
*Nomi alternativi*
Maria Pastora, Magic mint, Sally D, Diviner’s sage, lady sally, puff, incense special.
*Tipologia*
Allucinogeno
*Intro*
E iniziamo a parlare della categoria di droghe più intrisa di leggende metropolitane, dicerie e paure: gli allucinogeni! Iniziamo, però, con un allucinogeno atipico.
La Salvia divinorum è una pianta appartenente alla famiglia delle Lamiacee originaria del Sud-Ovest del Messico e utilizzata per ragioni mediche e religiose nella cultura Mazatecana. Nonostante il suo utilizzo secolare, solo recentemente i suoi estratti sono stati riscoperti come droga ricreativa per i suoi effetti allucinogeni.
Tradizionalmente, questa pianta è utilizzata a scopo terapeutico per punture di insetto, eczema, candidosi, cistiti, crampi mestruali, depressione e anche per curare la dipendenza da alcol. Sì, tra i nativi americani la dipendenza da alcol è un problema serio, anche senza spritz e aperitivi.
Nel 1982, il gruppo di ricerca del Dott. Ortega ha isolato il principio attivo, la Salvinorina. Due anni dopo, il gruppo del Dott. Valdes ha isolato la divinorina A e la divinorina B, ma dopo fu confermato che in realtà erano le stesse molecole già identificate… eh, a volte nella scienza capita. Oggi, infatti, sappiamo che le due molecole principali sono la Salvinorina A e la Salvinorina B anche se si continuano ad estrarre nuovi composti da questa pianta e per ora siamo arrivati fino alla Salvinorina F. Il componente principale resta comunque la Salvinorina A, l’allucinogeno naturale più potente ad oggi conosciuto.
Lo studio epidemiologico è limitato ad Europa e Nord America, ma sappiamo che l’uso della Salvia divinorum è molto comune tra le persone che usano già altre droghe, in particolare LSD, ecstasy, eroina, fenciclidina e cocaina, ma anche tra persone che soffrono di depressione e ansia.
Perché le persone la usano? Le motivazioni variano da semplice curiosità, rilassamento, sballo, e raggiungimento di stati onirici. Uno studio ha rilevato che sotto i 22 anni la pianta viene usata prevalentemente per divertimento, mentre sopra i 22 anni per motivi spirituali. Praticamente ad una certa età si trovano scuse migliori per drogarsi!

*Metodo di assunzione*
Masticazione (attraverso la mucosa buccale), ingestione (infusi), fumo/vaporizzazione.
I Mazatechi usavano solitamente un infuso o una soluzione acquosa contenente foglie fresche pestate e, come metodo di assunzione alternativo, le masticavano per circa mezzora permettendo l’assorbimento attraverso la cavità orale.
La Salvia venduta online è solitamente composta da estratti concentrati che gli utilizzatori fumano o vaporizzano.
*Dosaggi*
la dose allucinogena della Salvironina A, il principio attivo contenuto nelle foglie, è di 250-500µg, potenza leggermente inferiore a quella dell’LSD.
*Purezza*
Stiamo parlando di una pianta, quindi dipende molto da cosa state assumendo, ovvero se avete preso delle foglie o degli estratti essiccati e concentrati. In generale non ci dovrebbero essere problemi di purezza, ma sono stati riportati casi in cui la Salvia acquistata era stata edulcorata con altre sostanze.
*Tempistica effetti*
Se ingerita, salirà lentamente e ovviamente dipenderà da quanto e quanto tempo prima avete mangiato, dal vostro metabolismo e tutte le solite variabili delle sostanze ingerite.
Se masticata, sarà assorbita dalla mucosa orale, quindi salirà più rapidamente (15-30 minuti), ma l’effetto sarà comunque meno intenso e più lungo di quella fumata.
Se fumata la salita è rapidissima, dopo 1 – 2 minuti, e gli effetti sono intensi e molto brevi (pochi minuti) ma tutto dipende dalla dose. A dosaggi elevati anche fumandola si possono avere effetti fino a 10 – 15 minuti.
*Meccanismo d’azione*
La Salvinorina A presenta attività significativa solo sui recettori kappa-oppioidi (KOR) mentre non ha azione sui recettori della serotonina (in particolare 5-HT2A), target principali degli allucinogeni più famosi (psilocibina e LSD). Inoltre, esistono diversi siti di legame della molecola ai KOR, portando alla formazione di complessi diversi.
Sembra agire anche modulando i CB1 (recettore cannabinoide di tipo 1), forse a causa della cross-interazione con KOR. A livello periferico, invece, inibisce leucotrieni e citochine coinvolti nei meccanismi infiammatori.
Cosa sappiamo dagli studi sugli animali? Nei ratti è stato dimostrato che l’estratto della pianta fa aumentare l’attività cerebrale nella corteccia anteriore gradualmente e mentre la fa diminuire nella corteccia posteriore, per un tempo di circa 10 minuti.
Nei babbuini somministrazioni intravenose hanno provato che la molecola supera la barriera ematoencefalica molto rapidamente, in circa 40 secondi. L’emivita (ovvero il tempo che il corpo impiega per eliminare il 50% della sostanza) è altrettanto rapida: 8 minuti. Nonostante riesca a superare la barriera ematoencefalica, solo una piccola parte della Salvinorina A arriva al cervello (rapporto cervello/plasma è di 0.05) per poi essere eliminata rapidamente. Dopo la somministrazione, inoltre, la molecola è più concentrata nel cervelletto e nella corteccia visiva ed è questo, probabilmente, che porta agli effetti di allucinazione percettiva descritti.
Come la metabolizziamo? Tramite le vie classiche: citocromo P450 e UGT2B7 ma, viste le quantità molto piccole, non dovrebbe essere una preoccupazione lo smaltimento.
Non si conoscono molto bene le sue azioni su aree cerebrali in cui sono poco presenti i KOR ma che sembrano attivarsi comunque in seguito a somministrazione. Non si sa neanche perché a dosi basse provochi un aumento di dopamina mentre a dosi elevate ne provochi una riduzione.
Gli effetti sedativi sembrano invece legati ad una riduzione delle biodisponibilità di serotonina.
Il meccanismo principale, quindi, sembra essere abbastanza chiaro. Ma tutti gli effetti secondari sono ancora abbastanza misteriosi.

*Dipendenza*
Ebbene sì, qualcuno fa uso abbondante e cronico di S. divinorum, chi l’avrebbe mai detto?! Il consumo cronico nell’uomo provoca sintomi soggettivi di astinenza, soprattutto ansia, irritabilità e malessere. I dati sono comunque confusi e discordanti sull’uomo, ma anche quelli derivati da esperimenti su modelli animali non hanno chiarito molto le idee. Diversi studi su volontari sani hanno portato a risultati contrastanti sugli effetti, ma tutti sembrano concludere che non ci siano effetti negativi a breve o medio termine e non ci sia dipendenza.
La ricerca su modelli animali ha mostrato come la Salvinorina A mostra effetti di ricompensa, tipici della dipendenza in specie molto diverse, dal pesce zebra al ratto. Nel ratto, però, l’effetto dipende molto dal ceppo, dal dosaggio e dalla somministrazione, portando ad effetti opposti in ceppi diversi.
In conclusione, non ne sappiamo ancora molto.
*Tolleranza*
Non ho trovato dati a riguardo quindi non mi sbilancio. Visto il meccanismo e la tempistica dell’azione direi che la sostanza non possa manifestare tolleranza, ma è solo una mia ipotesi.
*Effetti desiderati*
Gli effetti sono molto soggettivi e possono ricordare quelli di altre sostanze. Sono stati suddivisi in 3 gruppi:
– disturbi della percezione nella sfera visiva/uditiva, come per gli allucinogeni classici;
– sintomi dissociativi, come derealizzazione e depersonalizzazione, dislocazione spaziotemporale ed esperienze extracorporee, simili alla ketamina;
– sintomi legati all’umore, sensazioni somatiche suggestive, simili agli oppiacei.
Come già detto questa molecola non è un allucinogeno classico e sembra avere effetti molto variabili soggettivamente, con sintomi tipici di altre sostanze che agiscono però con meccanismi diversi.
Un lungo progetto di ricerca (1973 – 1983) del gruppo del Dott. Diaz descrisse che la somministrazione di una soluzione acquosa di foglie triturate produceva un breve stordimento, disforia, sensazioni tattili e propriocettive, un senso di depersonalizzazione, percezione sonora amplificata, aumentato immaginario visuale e uditivo, senza vere allucinazioni.
L’utilizzo dei concentrati attualmente in commercio, però, sembra portare a potenti allucinazioni.
Consumo sperimentale in volontari sani ha indicato esperienze correlate all’interferenza con i segnali vestibolari ed interocettivi (es. cambiamenti nell’orientamento spaziale) e anche esperienze ricorrenti di rivisitazione di ricordi d’infanzia, immaginazioni simili a cartoni animati, e contatti con entità immaginarie.
Oltre a provocare confusione, disorientamento, allucinazioni, stordimento, senso di arrossamento e tachicardia, tra gli effetti positivi riportati spesso c’è l’instaurarsi di uno stato di calma, rilassamento e miglioramento dell’umore.
Le esperienze individuali sono molto variabili e dipendono dal soggettivo stato mentale. Alcuni riportano esperienze spaziali (trascinamento, spinta, rotazione, capovolgimento, allungamento) mentre altri riportano un aumento della loquacità, risate, movimenti e idee paranoiche. Ci sono anche persone che provano sinestesia e forti esperienze dissociative.
A dosi elevate (1 mg), i soggetti possono perdere consapevolezza e controllo del proprio corpo e provare esperienze di viaggi extracorporei, effetto molto simile a quello della ketamina o della fenciclidina.

*Effetti indesiderati*
Sono presenti in letteratura pochi studi su citotossicità dei principi attivi e degli analoghi. Ad oggi sappiamo che un uso cronico nell’uomo ha effetti neurologici, cardiovascolari e gastrointestinali, ma i dati sono di difficile interpretazione e ancora dubbi.
In topi e ratti la somministrazione cronica sembra non avere effetti a livello di conduzione cardiaca, temperatura, attività elettrodermica e pressione sanguigna. Nessun effetto, inoltre, su milza, sangue, cervello, fegato, reni e midollo osseo. Tutto questo ci dice che la Salvinorina A ha una bassa tossicità.
Su modelli in vitro, però, la molecola mostra una certa citotossicità, soprattutto per tempi di esposizione prolungati.
Questo cosa significa? Che la molecola è poco tossica soprattutto negli utilizzatori occasionali, ma un uso cronico potrebbe portare ad effetti citotossici tessuto-specifici ma, anche in questo caso, non ne sappiamo ancora abbastanza.
*Rischi*
Così come già spiegato nell’introduzione di questa rubrica molte droghe possono andare a risvegliare patologie latenti. Non sappiamo se è il caso della Salvia divinorum, ma sono diversi i casi riportati di psicosi o altre patologie sviluppatesi subito dopo l’utilizzo della pianta.
Anche se generalmente non porta forti allucinazioni visive, ci sono alcuni casi riportati in letteratura medica di allucinazioni talmente forti da portare a terrorizzare l’utilizzatore. In particolare, un case report ci descrive l’esperienza da film horror di un ragazzo, con tanto di apparizione improvvisa di una figura femminile, percezione di voci provenienti da entità invisibili e oggetti inanimati nella stanza che iniziavano a parlare con il malcapitato, per una durata di 12-14 minuti (se volete leggere il case report completo aprite la voce bibliografica Winslow at al., 2014).
*Interazioni*
State assumendo l’allucinogeno naturale più potente conosciuto, davvero volete mischiarlo con altre sostanze?
Sono riportati vari casi in cui l’assunzione contemporanea con altre droghe e, in particolare, Marijuana, abbia portato a psicosi e attacchi di panico. Pensate che una ragazza di 18 anni, fumando una canna con all’interno un po’ di Salvia è andata in uno stato confusionale e paranoico tale che si è letteralmente masticata la lingua fino a tranciarla. Ricordate? Nel meccanismo di azione si parlava di un probabile effetto sui recettori cannabinoidi CB1… magari è proprio a causa di questa interazione che è meglio evitare questo tipo di mix.
*Cosa fare*
Se non avete familiarità con gli allucinogeni direi che non è il caso di iniziare con la Salvia divinorum, non perché gli altri allucinogeni siano più blandi ma perché questa pianta ha effetti molto soggettivi che, anche se molto brevi, possono portare a stati alterati di coscienza molto pericolosi. Se gli altri allucinogeni agiscono principalmente attraverso la serotonina, portando quindi ad un forte stato di benessere, la Salvia può portare effetti talmente tanto diversi da essere totalmente imprevedibile. Può portarvi euforia, allucinazioni, rilassatezza, ma anche effetti dissociativi poco piacevoli ed esperienze spaventose. Dura solo pochi minuti? Vero, ma per voi potrebbero sembrare un’eternità.
Se proprio volete provarla, fatelo in casa o in un ambiente sicuro, con uno o più amici fidati. Non assumetela tutti insieme ma uno alla volta, in modo che gli altri amici lucidi possano aiutarvi in caso vi esplodesse il cervello. In fondo gli effetti sono rapidi, potete aspettare 10 minuti e godervi la visione di un vostro amico sballato nel frattempo, no?!
*Uso terapeutico*
Il suo uso terapeutico, molto ben conosciuto dai Mazatechi, è legato alla cura dell’infiammazione e all’analgesia.
Inoltre, uno studio su una singola paziente di 26 anni affetta da depressione cronica, ha mostrato come il trattamento effettuato con una dose orale minima di Salvia divinorum per tre volte a settimana abbia fatto raggiungere alla ragazza una remissione totale della patologia.
Anche negli animali è stato provato che dosi basse possono portare a questo effetto antidepressivo, ma anche che dosi elevate portano all’effetto opposto… e niente, come per altri aspetti questa pianta risulta molto controversa e gli effetti strettamente legati alla dose.
Studi su ratti hanno dimostrato come gli estratti della pianta possano ridurre la dipendenza da cocaina e, infatti, in alcune nazioni (Norvegia, Finlandia, Estonia e Islanda) l’uso della Salvia divinorum è legale solo per uso medico e, in particolare, proprio per curare la dipendenza da cocaina ed eroina.
*Analoghi*
Gli scienziati fricchettoni provano a sintetizzare analoghi della Salvinorina A che possano avere una durata molto maggiore rispetto ai pochi minuti dell’originale… ovviamente per gli usi terapeutici.
Ad oggi sono state sintetizzate circa 600 molecole alcune delle quali, come la herkinorina, già testate e promettenti come antidolorifici e antiinfiammatori. Non vi illudete, questa molecola, così come tutte le altre che si vogliono testare a scopo terapeutico, non presentano effetti psicoattivi.
Enjoy!
Duckbill
*Bibliografia*
- Butelman and Kreek. Salvinorin A, a kappa-opioid receptor agonist hallucinogen: pharmacology and potential template for novel pharmacotherapeutic agents in neuropsychiatric disorders. Front Pharmacol, 2015; 6: 190. Doi: 10.3389/fphar.2015.00190.
- Coffeen and Pellicer. Salvia divinorum: from recreational hallucinogenic use to analgesic and anti-inflammatory action. J Pain Res, 2019; 12: 1069-1076. Doi: 10.2147/JPR.S188619.
- Mahendran et al. Salvia Divinorum: An Overview of the Usage, Misuse, and Addiction Processes. Asia Pac Psychiatry, 2015; 8: 23-31. Doi: 10.1111/appy.12225.
- Winslow and Mahendran. From divination to madness: features of acute intoxication with Salvia use. Singapore Med J., 2014; 55: e52-e53. Doi: 10.11622/smedj.2014059.






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