
Per spiegarvelo utilizzerò un estratto del primo post pubblicato sulla mia pagina Facebook il 1° settembre 2019, modificato con le miei idee odierne e qualche spiegone in più su come leggere gli articoli.
Partiamo da una domanda semplice: perché? Beh, appena mi presento come biotecnologo, e soprattutto se specifico che lavoro nel campo delle neuroscienze partono le domande di rito: “puoi studiare il mio cervello?” e “sintetizzi droghe nel tuo laboratorio?! Dai, confessalo!”.
Quindi ti affascina la scienza, ti appassiona, certo… ora penserete: “Fattone! Allora per questo parli di droghe!”
No, ma oltre a questa “sindrome da Breaking Bad” che colpisce i miei interlocutori, ci tengo a specificare che:
- Non sono articoli di incitamento o demonizzazione delle sostanze, ma tutto sarà tratto da articoli scientifici peer reviewed. Qui si parla di scienza non di “oh zio, che botta l’altra sera!”. Le droghe ci insegnano come funziona il nostro cervello e quanto sia complesso e delicato.
- Come tutti/e voi ho una vita più o meno sociale, la sera esco, incontro gente, vado in posti più o meno raccomandabili. Come tutti/e voi ho visto persone usare e abusare di sostanze più disparate, ho visto vendere e comprare, discutere e dibattere su tutti i tipi di droghe. Come ogni argomento legato all’illegalità, all’underground, alle cose dette e non dette, le droghe sono SEMPRE accompagnate da leggende metropolitane, da falsi miti e da conoscenze totalmente infondate. Proviamo a fare un po’ di chiarezza usando il metodo scientifico e tenendo da parte l’aneddotica?
Lungi da me infognarmi nelle discussioni politiche sulla legalizzazione delle sostanze né tantomeno sparare viaggi filosofici sui “perché” ci si droga. Partiamo però da alcuni punti fissi: molti, moltissimi, animali fanno uso di droghe (1), gli esseri umani le usano da sempre, il proibizionismo è fallito miseramente portandosi dietro migliaia di morti, la legalizzazione contrasta la criminalità ed evita i danni dovuti alla scarsa qualità delle sostanze illegali. Il resto delle discussioni politico/filosofiche le lasciamo ad altri contesti. Qui parliamo di SCIENZA.
La corretta informazione può essere fine a se stessa e dissetarci dalla voglia di conoscenza o portare ad un uso il più possibile sicuro, tenendo sempre presente il principio per cui l’unico uso “sicuro” al 100% è il NON USARE. Chi decide di usare sostanze lo fa a proprio rischio, e deve farlo in modo CONSAPEVOLE, con la possibilità di fruire di informazioni scientificamente accurate.
Bibliografia: (1) Samorini G., Animali che si drogano, shake edizioni, 2013.
DI COSA PARLO NEGLI ARTICOLI?
In generale pubblico due tipi di articoli:
1) SCHEDE SULLE SOSTANZE
2) “PILLOLE” SCIENTIFICHE SU SOSTANZE O ARGOMENTI CORRELATI
Le “PILLOLE” è intuibile che siano curiosità o approfondimenti specifici. Per quanto riguarda le SCHEDE SULLE SOSTANZE, invece, servono a dare una panoramica completa su una singola molecola (o raramente classi di molecole). Questi articoli sono solitamente composti in capitoli, che possono essere leggermente diversi per ordine o importanza, ma che vogliono toccare i seguenti punti fondamentali:
- Nomi delle sostanze, tipologia, aspetto, purezza, salita e durata degli effetti
Già questi concetti base sono di solito al centro di numerose confusioni. Pensate solo al sovradosaggio che spesso avviene perché “non mi sale ancora, allora ne prendo altra”. Oppure, pensate ai nomi delle sostanze spesso completamente confusi (ho preso dell’MDMA, io invece dell’ecstasy… sfigati, io ho preso un po’ di Molly… sono la stessa cosa!).
- Introduzione
Un quadro generale, cenni storici, roba così…
- Meccanismo d’azione
Perché ti sballa?!
Per quanto riguarda questo aspetto sento continuamente discorsi sulla risposta altamente soggettiva alle droghe, ma è una mezza verità. Certo, è vero che non siamo animali da laboratorio e quindi non siamo esseri standardizzati e tutti uguali, che abbiamo un background genetico diverso, peso diverso e metabolismo che può variare tra individui o nello stesso individuo in base al periodo. Soprattutto, però, ricordate che stiamo parlando del cervello, un organo molto dinamico che modifica costantemente il proprio equilibrio.
Queste variabili non devono portare a pensare che le droghe abbiano effetti personalizzati, una leggenda molto diffusa soprattutto tra chi usa psichedelici. Le droghe sono sostanze chimiche che agiscono attraverso meccanismi specifici, quindi smettetela di fare i fricchettoni spirituali per avere la scusa di drogarvi!
- Dipendenza e tolleranza
Poche droghe danno una vera dipendenza fisica con sintomi collegati all’astinenza ma quasi tutte le sostanze psicotrope danno una forte dipendenza psicologica. Così come molte portano in tempi brevissimi o ragionevolmente lunghi a tolleranza verso gli effetti.
Scopriremo quali sono i tempi specifici per ogni sostanza e i meccanismi alla base di questi fenomeni biologici.
- Effetti desiderati
Perché ti sballi?! Non penso ci sia altro da aggiungere.
- Effetti collaterali
Quali sono gli effetti non voluti? Perché ci sono? A cosa portano? “Sono in para dura!” (cit.), perché?
Ricordate sempre che il nostro stato di salute non lo conosciamo mai del tutto. Potremmo avere problemi cardiaci o neurologici latenti che, senza gli stimoli giusti, resterebbero tali per sempre. Invece un bel giorno decidiamo di accettare una caramella da uno sconosciuto e BAM! Qualcuno ci rimane per infarto, qualcuno diventa mezzo matto (termine scientifico, eh!), qualcuno semplicemente si gode una serata diversa.
- Rischi e interazioni
Tenendo sempre ben presente il principio base che “è la dose che fa il veleno”, quasi tutte le droghe hanno effetti tossici, spesso tessuto-specifci (neurotossici, epatotossici, cardiotossici) mentre a volte hanno talmente tanti effetti collaterali che è meglio usare una bomba inesplosa come supposta.
Cosa posso fare per evitare il più possibile questi effetti rischiosi? Come ripeterò continuamente, NON USARE LA SOSTANZA! Guarda un bel film, leggi un libro (però non Fabio Volo, altrimenti meglio un’overdose!), chiacchiera con un amico, tromba (in modo sicuro, eh, altrimenti dobbiamo fare una rubrica anche dedicato a quello… e che palle!), ascolta musica (quella che vuoi dai, qui non entro proprio nell’argomento), elabora un piano per conquistare il mondo… ma se proprio vuoi usarla, un paio di consigli per farti il meno male possibile ci possono essere.
Dovrebbe essere inutile specificarlo ma, non si sa mai: MAI MISCHIARE LE DROGHE! E con “droghe” si intendono anche i farmaci. Perché? E avete il coraggio di chiederlo? Se gli effetti dovessero sommarsi potrebbero risultare fatali, se dovessero invece contrastarsi perdereste il motivo per cui state usando la sostanza. State assumendo roba illegale presa per strada e non saprete mai per certo COSA state prendendo e in quale quantità, anche se il vostro pusher di fiducia vi ha assicurato che è “robbba purissima”! Certo, noi ti crediamo spacciatore, si vede che sei un professionista. Se non sapete COSA esattamente state prendendo e quali sono le sostanze di taglio vi conviene mischiare con altre sostanze ignote?
L’errore più frequente è bere alcol mentre si fa uso di altre droghe… dai, una birretta! NO! La birretta te la bevi in una serata tranquilla e senza altre sostanze, perché l’alcol è una delle droghe più pesanti e pericolose. Il fatto che sia legale non significa che allora puoi abusarne senza problemi.
State giocando con il vostro cervello, un organo delicato, ma che sa compensare benissimo i danni. Immaginate che i sintomi dell’Alzheimer iniziano a manifestarsi quando ormai l’80% dei neuroni in alcune aree è andato. Il cervello compensa, prova a sopperire ai danni… quindi evitate di pensare che siccome non sembrate scemi (sicuri?) allora le droghe non hanno avuto effetti negativi su di voi.
Evitiamo anche tutte quelle minchiate che si sentono continuamente sui “rimedi della nonna (tossica)”. Quante volte, ad esempio, si sente o si legge in giro che la vitamina C o il succo d’arancia ti fa passare l’effetto di un allucinogeno?! La vitamina C non fa passare neanche il raffreddore (ci sono studi ufficiali che lo provano) figuriamoci se riesce a farti uscire dal trip… cioè, spiegatemi, secondo voi la vitamina C entra nel vostro cervello e stacca la molecola dai suoi bersagli molecolari? Davvero?! Vincereste il Nobel per questa scoperta… peccato sia una cazzata!
Ah, dimenticavo la prima regola scientifica per eccellenza di chi fa o vuole fare uso di sostanze: puoi fare ciò che vuoi, puoi anche iniettarti il lucido da scarpe direttamente nel cervello usando un casco stereotassico ma… NON ROMPERE IL CA**O AGLI ALTRI!
Scusate ma ci tenevo a precisarlo.
- Bibliografia
Una delle sezioni più importanti. Da cosa distinguete un testo scientifico da un articolo “ammiocuggino”? Dalle FONTI! Diffida sempre da chi parla di scienza senza citare le fonti, per sentito dire o per aneddotica. Diffida da chi non utilizza fonti scientifiche ed articoli pubblicati su riviste peer reviewed.
Per quanto l’aneddotica nell’argomento sostanze sia fondamentale, per quanto lo scambio di esperienze sia sempre costruttivo, ricordiamo che spesso le variabili in gioco sono tantissime e quelle che sembrano solo numeri innoqui, come il dosaggio o la tempistica di un effetto, possono avere un’enorme variabilità individuale. Questo senza contare l’influenza del SET e del SETTING che può creare variazioni di altrettanta portata anche nello stesso individuo, semplicemente in momenti o contesti diversi.
Solo l’analisi di dati scientifici ci può dare una risposta il più accurata possibile, solitamente frutto di decenni di studio, esperimenti di laboratorio e dati clinici su centinaia di pazienti. Solo con la scienza possiamo valutare le variabili e solo descrivendo i meccanismi fisio/farmacologici possiamo comprendere a pieno il funzionamento di una molecola.
In conclusione, però, non è detto che dobbiamo essere tutti/e scienziati/e oppure tutti/e appassionati di scienza fino a scendere nei dettagli molecolari. Per questo ci sono io. Quello che provo a fare nei miei articoli è fornire tutte le informazioni, da quelle storiche alle più recenti, approfondite anche se descritte nel modo più leggero possibile.
Ogni articolo, ogni nota, ogni “pillola” ed ogni scheda ha sempre diversi livelli di lettura: se volete soffermarvi in superficie e prendere soltanto le nozioni di base per un utilizzo applicativo potete farlo senza problemi. Al contrario, se volete addentrarvi nei meandri delle neuroscienze, della farmacologia e della biologia molecolare, sarò lieto di accompagnarvi.
Enjoy!
Dr. SertoTonino (by Duckbill)





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